Postaramaya

- la posta che bada alla tua bellezza spirituale -

Scrivi la tua opinione o i tuoi commenti sull'Inter a interisti.org : ti risponderemo con un consiglio che strizzerà l'occhio alla tua voglia di new age.

Raccomandiamo moderazione da parte vostra: da dietro le sbarre di un penitenziario non potremmo dare consigli sul vostro benessere altrettanto illuminati. Non eccedete negli insulti o sarà censura causata dalla nostra ben nota vigliaccheria.

Nella foto, Sai Baba.

MI PIACE VALENTINO ROSSI

Mi è sempre
piaciuto Valentino Rossi perchè

HA UN TALENTO ENORME

IL SUO SITO
UFFICIALE E'IN RISTRUTTURAZIONE DA DIECI ANNI CIOE DA QUANDO CORRE

E'
ANDATO ALLA YAMAHA E HA STRAVINTO MENTRE ALTRI ANDAVANO ALL'INTER A
DARE CALCI IN CULO AI GIOCATORI

GUADAGNA UN MUCCHIO DI SOLDI MA
MORIRE CORRENDO E'BEN PI√Ļ DI UNA IPOTESI

DICE QUELLO CHE PENSA

NON E'
MEDIOCRE

SGOMMA COME UNO SCIAMANNATO

QUANDO E' TRISTE DICE CHE IL
MONDO GLI PARE BIANCO E NERO

L'inverso dei nostri giocatori

ANDREA

Caro Andrea,
ritira la pagine gialle nuove nell'androne del condominio: molti numeri possono essere cambiati

SCUDITEMELO VOI

siamo in estate nel bel mezzo dei mondiali,e incrociamo le dita,per le semifinali,ma la passione per l'inter in vacanza non ci va mai.
dopo la cocente delusione per aver perso la possibilit√† di andare a parigi,mi ero proposta come presidente dell'inter,ora fermo restando la mia canditatura, devo chedere scusa anche voi perch√® nella mia e-mail non avevo usato mezzi termini per insultare moratti,che visto il disastro moggi (da anni i tifosi l'avevano capito) √® risultato quello pi√Ļ pulito di tutti (si spera).
adesso tutte le mie forze le concentrer√≤ per insultare la juve e il milan non pi√Ļ l'amata fede....
grazie per la pazienza anche se mi sento molto "fregata" da questo sistema e capisco le ingiustzie subite (e chi se lo scorda il rigore non dato a Ronaldo....)cosa possiamo fare noi tifosi? quegli scudetti sono nostri, ma vincerli così non ricucisce le ferite..

ANNALISA

Cara Annalisa,
la rapina alle Poste è sempre da condannare, per questo devi farla incappucciata.

IO TEDESCA MAMMONA: NON CREDETE A TUTTO

Ciao!
Sono tedesca. Mia madre mi coccola e cucina molto bene come tutte le mamme tedesche che conosco. E un mito che gli italiani amano i figli pi√Ļ degli altri. Perch√© non venite qui a trovarvene una!
Le mamme tedesche non si offendono quando si porta il fidanzato a casa e non si disperano quando i bambini diventano grandi e lasciano la mammella. E in Germania sono così anche i babbi. Forse è quella la differenza... Non possiamo concentrarsi solo sull'essere mammoni ma anche babboni! E assurdo come un'intero popolo si possa arrabiare per un'articolo che 98% dei tedeschi non ha letto e che è stato pubblicato in una rubrica che normalmente se la prende coi tedeschi stessi in modo molto satirico e agressivo. Quindi, quei tedeschi che l'hanno letto hanno riso da matti e basta. Se i tedeschi prendessero tutto sul serio che viene scritto su di loro avrebbero riscostruito il muro ma intorno al paese intero.
Bacino da Amburgo

JENNY

Cara Jenny,
è tutta colpa degli eccessivi effetti della bomba atomica: senza quella, potremmo ancora tirarci le clavi in testa ogni tanto per convincerci della rispettiva superiorità.


GIORNALISTEN STRONZEN

Ciao,
in genere vi scrivo riguardo le gnocche che mettete in homepage, ma oggi ho giá soddisfatto (manualmente) il mio istinto inseminatore, quindi mi sento di elargire un po' di cultura. Siccome vivo in Germania, dove notoriamente noi italiani non siamo proprio amati, e sono inca%%ato nero per via dell'articolo su Spiegel, ho deciso di inviarvi la mail originale in tedesco da riportare sul vostro sito. Basta con questo spagnolo, greco, thailandese, cinese, e cosí via. Un po' di cultura teutonica contribuirá a portare qualche lettrice
cavallona nordica in pi√ļ sulle vostre pagine.

L'articolo di Der Spiegel.

Le scuse di Der Spiegel.


MAURO IM

Caro Mauro,
è chiaro che noi italiani non siamo solo "forme di vita parassitarie, mammoni maligni che sfruttano le donne e sanno solo lamentarsi". C'è anche la pizza.


DER SFIEGEL

Scrivo in merito all'articolo pubblicato dalla rivista tedesca Der Spiegel che tanto rumore sta provocando.
Il giornalista ci definisce mammoni, esibizionisti, che stanno in casa fino ai 30 anni a farsi accudire e cucinare dalla mamma, per poi semplicemente cambiare cuoca e "Una bella ragazza italiana diventa una macchina per cucinare, diventa la nuova mamma".
il mio commento è: chiamaci scemi.
Povero giornalista Tedesco, incompreso! Il suo voleva essere uno sfogo per l'invidia che evidente non può non provarsi per dei maschi così fortunati.
Anche lui probabilmente avrebbe voluto (e per questo ci invidia) una mamma che lo coccolasse, gli cucinasse, si preoccupasse della sua salute ed incolumità: tutte cose che le mamme tedesche forse ignorano (dipenderanno da questo alcune note "intemperanze" del popolo tedesco? Mah!).
Comunque sia mi sento vicino a questo Giornalista che √® solo stato frainteso, nel suo goffo tentativo di trasformare la sua rivista, da giornale di costume costretto a fare i conti con le non felici associazioni che il suo nome solleva nei pi√Ļ anziani superstiti, in settimanale di intensa riflessione sociale e critica psicologica.
Scrivo a Voi perché conoscendo la Vostra sensibilità e la Vostra scaltrezza nel trovare i veri significati delle parole usate, so che apprezzerete questo mio timido tentativo di salvare un amico tedesco da un inutile linciaggio patriottico.


TEGA ROSSA

Caro Tega Rossa,
se i tedeschi non temono di elargire giudizi su altri popoli, tradisci pure la tua ragazza a cuor leggero.


I TEMPI DELLA INGIUSTIZIA

Spettabili,
Vi scrivo per rilevare un fatto che trovo incredibile e di cui, altrettanto incredibilmente, pare non voglia occuparsi nessuno: la durata delle fasi preliminari e dei processi di "calciopoli".
Non solo infatti è stata espletata l'istruttoria a tempo di record (neppure a Norimberga, che peraltro di fretta non ne avevano, tanto ormai il latte era versato..., si vide uno stakanovismo negli inquirenti come in quelli che oggi indagano sul caso Moggi e simili), ma è stato pure diramato, dagli altrettanto solerti telegiornalisti, un dettagliato calendario dello svolgimento dei processi e del'emissione delle sentenze (eventuali appelli, ovviamente compresi!)...il tutto entro il 22 luglio!!! In tempo per permettere l'iscrizione delle squadre alle coppe europee.
Ma come, le indagini non erano iniziate circa un mese fa?
Passi la specialità del rito, la sommarietà delle informazioni necessarie per giungere ad una sentenza del tribunale sportivo, ma se quest'azione giudiziaria è anche tesa, come dicono i protagonisti, a moralizzare il Paese, a lavare lo sport dalle ingiustizie e dalla corruzione, come si conciliano queste nobili intenzioni con il sostanziale utilizzo di due pesi e due misure da parte degli operatori della Giusitzia?
Mi spiego: come pu√≤ credere alla Giustizia (con la "G" maiuscola) un poveraccio che aspetta da 3,4 o pi√Ļ anni di veder accolta la propria domanda di risarcimento danni per un incidente che ha provocato la morte di un congiunto, oppure per la restituzione di un immobile che gli √® stato abusivamente occupato, o, ancora, lo stesso imprenditore che attende da anni una sentenza su una revocatoria fallimentare e da quella decisione magari dipendoni i destini della sua attivit√† e, quindi, di tutti i suoi dipendenti?
Come fanno costoro, e, quindi, tutti noi Cittadini, a credere in una giustizia cha ancora una volta lavora 12 ore al giorno (così ci informano stupiti i giornalisti: e allora quanti sono i lavoratori che lavorano sempre 11-12 ore al giorno?) per gli interessi di pochi, mentre quando deve giudicare gli interessi di tutti, tiene udienze due o tre volte alla settimana, attende mesi e mesi solo per emettere una sentenza a processo già terminato, etc.
In sostanza se abbiamo legittimamente diritto a vederci riconosciuta una somma di denaro che ci spetta possiamo anche attendere anni e, nel frattempo, non pagare i nostri creditori, fallire, chiudere bottega perch√©..."i tempi sono lunghi, siamo oberati di cause e il personale √® ridotto..." per√≤ se dobbiamo iscriverci alle coppe europee, gi√Ļ a lavorare anche di notte, altrimenti poi chi gioca la Champions l'anno prossimo?
Ma ci rendiamo conto che nessuno ne parla perché ci hanno già fatto credere che ciò sia normale, o peggio, giusto?
E' questo il messaggio moralizzatore che si vuol dare al Paese?
Io sono molto molto triste.
Grazie per l'attenzione che vorrete concedere a questo piccolo tentativo di svegliare le menti.

NOTO AVV. IN INCOGNI

Caro Noto Avv. in Incognito,
con la morte che può colpire da un momento all'altro, c'è urgenza di vedere la Juventus in serie B.

ODO AUGELLI FAR FESTA

Crollati i sistemi Juventus e Milan,
l’Inter diventa immediatamente campione d’Italia.
Giovedì 15 Giugno 2006, Inter campione d’Italia battendo ai rigori il BARI, allo
Stadio Renato Curi di Perugia, dopo che ai tempi regolamentari il risultato si era fissato sull’1-1 e sul 2-2

Dopo i supplementari.

Vittoria prodroma di una grande cavalcata che durerà 10 anni.

Interista sempre illuso e ora anche speranzoso.


ROBERTO

Caro Roberto,
la speranza è l'ultima a morire perché quelli intorno si suicidano.

E SE VE LO RACCONTO IO

Gentile redazione di interisti.org,
volevo segnalarvi una chicca che vi e' sfuggita e che, forse, meriterebbe una certa attenzione, nonché una degna ed elegante presa per il culo. Mi riferisco alla rubrica VE LO RACCONTO IO del bell'Antonio Cabrini su Tuttosport. Potete trovarla tra le pagine di Tuttosport o semplicemente collegandovi al loro sito: c'é solo bisogno di registrarsi. Lo so, lo so, ma vi garantisco che ne vale la pena. E poi potete sempre usare i dati anagrafici di Moggi o di Meani. Vi copio e incollo di seguito due dei piu' comici interventi che si sono registrati finora. Il secondo é apparso, addirittura, in prima pagina.

VE LO RACCONTO IO

Eppure fa bene Parreira a insistere sul Fenomeno
ANTONIO CABRINI
AMICI carissimi e lettori di Tuttosport, in questi die¬≠c giorni di dialogo con voi credo di essere riuscito a farmi conoscere almeno un poco nelle vesti diverse da quelle, tradizionali, prima di calciatore e poi di alle¬≠nator. Avrete dunque notato che non mi piacciono i giudizi affrettati e che, al contrario, amo esprimere le mie opinioni soltanto dopo aver riflettuto il tempo neces¬≠sari per essere quasi sicuro di non scrivere stupi¬≠daggin in un contesto cos√¨ importante. Per questo, pur avendo l'Italia giocato ieri sera contro gli Usa, ri¬≠mand ogni mia valutazione sulla gara degli azzur a domani perch√®, essendo l'argomento molto deli¬≠cat, preferisco farlo serenamente e a mente fredda. Sicch√© oggi voglio andare a mettere un poco il naso in casa d'altri e, pi√Ļ precisamente, in quella dei brasi¬≠lian. Ho gi√† avuto modo di dire, in una delle prece puntate di questo diario, che gli uomini di Par¬≠reir pur battendo la Croazia con il minimo del pun¬≠teggi non mi avevano convinto affatto. Insomma, al di l√† della buona letteratura calcistica di cui godono a ragione, non mi erano parsi quei " marziani" che tut¬≠t indicavano come tali alla vigilia.
Oggi, contro l'Australia per il Brasile sar√† il giorno della verit√† e in particolare lo sar√† per il ¬ę fenomeno ¬Ľ Ronaldo. L'attaccante, infatti, √® stato l'uomo che pi√Ļ ha deluso le aspettative, nella gara d'esordio al Mon¬≠dial, al punto da spingere il suo compagno Adriano a dire che lui preferirebbe giocare con accanto il gio¬≠van e scalpitante Robinho.
Vista con la lente dell'imparzialit√† io dico che sa¬≠rebb un gravissimo errore se il tecnico Parreira de¬≠cidess di stare ad ascoltare ¬ę i consigli ¬Ľ di Adriano e facesse fuori Ronaldo. Una possibilt√† ancora il cam¬≠pion che tutti conosciamo molto bene la merita as¬≠solutament. Sarebbe come dire che vista la forma non ancora perfetta di Totti, Lippi dovrebbe preferi¬≠gl qualcun altro.
Escludendolo lo perderebe per sempre, in questo mon­dial. Osservata con mentalità partigiana e quindi azzurra, se la vicenda dovesse concludersi con l'affos­sament di Ronaldo per l'Italia sarebbe un bene. Ma una simile affermazione un critico onesto non la de­v fare.

VE LO RACCONTO IO
CON DE ROSSI PAGA L'ITALIA
ANTONIO CABRINI
Non sono un mago e non credo a quelli che af­ferman di poter leggere il futuro. Tuttavia so­n convinto che l'uomo possa, talvolta, avere delle intuizioni rispetto alle cose che devono ancora ac­cader. Ebbene, alla vigilia di Italia-Usa non ero per niente tranquillo anche se, scrivendo questo diario quotidiano per Tuttosport, mi ero guardato bene dall'esternarlo. Non fosse altro che per evitare di fi­gurar come quello che porta male. Osservando gli azzurri nella partita di esordio contro il Ghana mi era infatti parso di notare che tutti, nessuno escluso, fossero sostenuti da una forza interiore che li spin­gev a giocare ogni pallone fino al limite dell'estre­m. Una cosa positiva, naturalmente, ma anche una lama a doppio taglio perché è fatale e anche uma­nament comprensibile che determinati sforzi persi esagerati li paghi la volta successiva. E così è an­dat. Però, adesso, non piangiamoci addosso ed evi­tiam di fare "i soliti italiani" i quali sono pronti ad esaltarsi quando le cose vanno bene e a deprimersi quando invece le cose funzionano meno bene.
Certamente non si √® trattato di una bella Italia. Fer¬≠m restando la prova di Pirlo, che a me √® sembrato in ottima forma ed egualmente ispirato come nella partita contro gli africani, e dovendo gioire per il ri¬≠torn di Gattuso, il quale sar√† un elemento deter¬≠minant per l'esito della sfida contro la Repubblica Ceca, ho visto troppi azzurri deconcentrati e persi¬≠n privi di energie. E' chiaro che in quelle condi¬≠zion i difetti di ciascuno vengono amplificati. Voi, amici e lettori di Tuttosport, sapete cosa penso di De Rossi. Per me √® un giocatore fondamentale nell'e¬≠conomi di qualsiasi squadra, se utilizzato come centrocampista centrale. L'altra sera mi ha proprio deluso. Una reazione cos√¨, nei confronti di un av¬≠versari che pure lo stuzzicava continuamente, dav¬≠ver non me l'aspettavo. Adesso lui pagher√† a caro prezzo quel gesto di follia momentanea, ma la cosa pi√Ļ grave √® che a pagare sar√† anche la nostra Na¬≠zional. E questo non √® bello per un calciatore emergente come lui. Cos√¨ come credo non sia pro¬≠pri il caso di gettare la croce addosso al povero Zaccardo, per l'autogol che ha permesso agli ame¬≠rican di pareggiare. Io non me la prendo con lui ma con i tanti cattivi maestri che, oggi, ci sono in giro nel mondo degli allenatori. Da qualche anno ai di¬≠fensor italiani viene imposto, quando si subisce un calcio da fermo nei pressi dell'area di rigore, di in¬≠collars all'uomo e di badare soltanto ai suoi movi¬≠ment. In questa maniera, concentrandosi soltanto sull'avversario diretto, non si vede pi√Ļ la palla. N√© quando parte e neppure quando arriva. Sicch√© non √® difficile combinare guai come quello che ha fatto Zaccardo. Comunque sia, via la tristezza dal viso. Guardiamo il bicchiere azzurro e imponiamoci di ve¬≠derl per come √® realmente, cio√® mezzo pieno.


CUCHU RULES

Caro Cuchu Rules,
non serve a niente bestemmiare quando ti rigano la macchina. Però è una tradizione.


IL M'ISTER DEI M'ISTER

Mister Carta Bianca.
Ancora oggi senza perifrasi provo un sentimento di tradimento per non dire odio!!!
Quando è venuto ci credevo,credevo nella sua lealtà professionale,nelle sue capacità tecniche,credevo potesse dare quello che sta dando Capello alle sue squadre,un pò di ordine nel nostro caos dirigenziale di Appiano Gentile,quella sua esultanza in Inter Parma 5-1 mi aveva esaltato e fatto credere che ci voleva bene ma........
Ma il modo in cui è scappato dopo Reggio Calabria e non ha avuto il coraggio di dimettersi dopo l'eliminazione da parte del super Helsinborg grida ancora vendetta,incassando il lauto assegno da parte del Moratti e incensando come avete ricordato il suo essere iuventino.
E'stato l'unico mister che ha avuto libertà di fare e scegliere quello che voleva,fin dal primo anno direi,pensionando Bergomi per il giovanissimo e velocissimo Blanc,passando per la regia (over 50)di Jugovic,prendendo Di Biagio dando in prestito Cristiano Zanetti (che a Roma vincerà il tricolore...),scegliendo un super difensore come Domoraud,impostando la squadra estiva su Paolo Sousa ripudiandolo alla prima di campionato (non lo conosceva bene??),per non parlare della cessione di SIMEONE...,con mosse tattiche micidiali e memorabili come Fresi esterno destro su Chiesa...(Fiorentina Inter 2-1 Adani al 91.....vista vivolive con rischio di prendere un mucchio di botte.....)o contro l'Helsinborg un Pirlo collocato sulla linea laterale....
Vogliamo ricordare l'acquisto di Mutu (quando il cuore di Oriali ancora batteva di calcio)poi scaricato perchè nella sua Inter stellare non c'era spazio....anche Robbie Keane da segnalare fra gli acquisti da carrello spesa (con gli anni devo dire che l'ho rivalutato...ma non era certo quello che ci occorreva...)non parlo delle umiliazioni a Baggio allucinanti,via il Chino poi chiaramente riconfermato.......
nucleo italiano?Va bene d'accordo anzi stradaccordo ma con i giocatori da voi citati non si va lontano....
Per me Moggi ce l'ha mandato per distruggerci definitivamente,visto che qualcosa di buono con Simoni l'avevamo costruito....
a malincuore viva il ghana.......

GIANLUCA C.

Caro Gianluca,
prendi una donna, trattala male, e appena puoi non pagarle i contributi


MORATTI, ALLODI, HERRERA

Cari sodali,
ho molto apprezzato il vostro ricordo del 18 maggio 1968. Avevo 12 anni, fine prima media, avevo vissuto per la prima volta nella vita la delusione di un campionato anonimo, quinto posto senza acuti, con Landini e Dotti al posto dei miei amatissimi Guarneri e Picchi, con Bonfanti e D'Amato in attacco, con Herrera che non sapeva che pesci pigliare. Così, una mattina andando a scuola, ( a casa non si compravano giornali) vidi il " Corriere" attaccato all'edicola con la notizia di Moratti ed Herrera che lasciavano l'Inter.Un tuffo al cuore, un dolore vero. Poi, Fraizzoli, Lady Renata, Foni con i suoi occhiali scuri da agente del KGB. Ma questo conta meno. Quel 18 maggio fu la fine dell'infanzia, un'infanzia, almeno calcisticamente,
assai felice. Il resto è storia. S

FRANCESCO P

Caro Francesco,
a volte la gente ha bisogno di essere ascoltata: fai in modo di far loro capire gentilmente che comunque a te non interessa


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I Bellissimi di I.org salutano


Matteobaby

Per i nostalgici di I.org, ecco le nostre edizioni cartacee

Mai Stati in B, e voi?

Inter abbiamo un problema, o no?<