ARCHIVIO CENSURA

CHRISTIAN SI E' FERMATO A EMPOLI


La pena di morte è misura inefficace; e Sergio Conceicao è fresco testimonial di “Nessuno tocchi Caino”.

Nonostante l’unanime appello dell’emotivo pubblico nerazzurro, il giocatore non è stato giustiziato sul finire dell’estate. Così il numero sette è tornato a brillare, dopo aver lungamente rischiato la “chitera di pietre”, quell’allegra sassaiola di frammenti rocciosi di cui sono oggetto alcune adultere in selezionate tribù africane. Conceicao sfavilla col Lione, col Bologna, col Rosenborg, e risulta parzialmente decisivo con il Como, a conferma del fatto che probabilmente fu frettolosa anche la cessione di Alessandro Pedroni nel 1996.

Prima di questo imprevedibile spolverìo, un mio amico medievalista aveva addirittura proposto che Sergione fosse la ghiotta preda di una venatio clamorosa, la battuta di caccia rumorosissima tipica delle contee inglesi, quelle in cui vengono sgominate truppe di imbelli volpini grazie all’impiego smodato di corni e cani. Il portoghese, una volta catturato, sarebbe stato impagliato ed esposto nel cuore dello spogliatoio col chiaro intento di instillare nei compagni il metus, il sacro terrore dello scarso rendimento.
Conceicao invece è vivo e scalcia, mostrandosi persino a torso nudo negli spogliatoi di Como e denunciando una evidente pinguedine. Nulla a che vedere col suo ex compagno Ronaldo, che per lavarsi l’ombelico deve fare lo skipass.

Piuttosto, i quattro gol segnati a Empoli a dispetto dell’assenza di Vieri, aumentano i nostri orrendi dubbi: il portoghese è finalmente l’ala destra che munge cross? Emre è il centrocampista faticatore ma pitagorico che da decenni cercavamo? Coco e Pasquale potranno negli anni venturi rifibrillare una fascia sinistra da troppo tempo in angina pectoris?

Affannati da queste nevrosi ritroviamo il buon umore sul sito del Milan, condotto da quel meraviglioso Shazzan di cazzate che è l’amico Mauro Suma. Acmilan.com, il primo sito al mondo che permette di avere ogni giorno un diverso wallpaper di Kaladze, lancia la grandissima corsa alla denominazione DOC del match Milan-Juventus. Le opzioni concesse dallo stimato megadirettore sono:
1 - derby degli scudetti,
2 - derby dei vincitori,
3 - derby del secolo,
4 - derby di tutto,
5 - derby delle stelle.

Per non cascare nel dramma di risposte equivoche, acmilan.com aiuta i volenterosi partecipanti con una dotta legenda che svela i segreti delle opzioni. In questa guida spicca l’eccellente "derby di tutto = definizione omnicomprensiva dei meriti acquisiti". Strano! con quel 'di tutto' pensavo ci si riferisse a qualcosa di meno generico. Certo, una tale definizione lata concede diverse licenze, tra cui il lungo ma efficace “Derby delle squadre che fanno sondaggi per cui se l’inventore di questi avesse immaginato che la sua creatura avrebbe generato simili stronzate, non avrebbe divulgato l’intuizione proponendoli solo in casa dopo la tombolata natalizia”.

Esiste poi l’opzione 2, ‘derby dei vincitori’, che però pone un serio problema metodologico: chi perdesse la partita corrente potrebbe legittimamente ripresentarsi l’anno successivo? Personalmente suggerirei un più cauto “Derby dei vincitori alterni”, chiosa che, pur nascondendo le insidie e i pantani dell’eventualità ‘pareggio’, non costringerebbe nessuno dei club a pietose scappatoie verbali per fregiarsi del titolo e partecipare all’evento.

Diverse righe di macchinosa spiegazione sono invece dedicate alla risposta C “Derby del secolo”, forse da correggere nel più comprensibile “Derby del Braccio secolare”: se infatti le dirigenze in oggetto scontassero in galera le pene per i reati di cui il popolino volgare chiacchiera, forse resterebbero in un braccio di carcere per centinaia di anni, pena da scontare in alternativa all’eremitaggio trappista.

E’ buffo infine pensare che, offrendo una legenda al sondaggio, il sito del Milan si sia auto-denunciato, ammettendo che le definizioni offerte sono fragili e per nulla intuitive. E se anche pensassero di camuffare il tutto con geniali trovate di marketing, resterebbe il vincolo dell’eventuale esilarante traduzione per gli appassionati esteri: “Milan-Juventus: the Derby of everything (it means a omnicomprehensive…)”

Catone

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