ARCHIVIO CENSURA

LO SMILZO E IL BANANA, PROCURATORI D'OCCASIONE




Moratti e Ronaldo, la storia di un padre e del figlio tossico.

Il caso inizia con le improvvide dichiarazioni del procuratore Martins, che telefona di nascosto a Valdano per fargli delle confidenze sul futuro di Ronaldo. Il direttore generale del Real mantiene l'assoluto riserbo, convocando una conferenza stampa mondiale in cui spiffera tutto.

Come ogni buon comico, Martins ha la sua spalla. Il suo Jerry Lewis è Rodrigo Paiva, ex-giornalista ossigenato che nella vita fa il portavoce di un centravanti. I due, invece di limitarsi agli schiaffoni o alle torte in faccia come facevano Benny Hill e l'arrapato amico vecchietto, prendono in mano la trattativa col Madrid. Comincia il primo; ma a Don Rodrigo non piace lo stile del compare e, dopo averlo rimproverato ("sei proprio stupìdo"), dà una lezione di diplomazia sudamericana, folgorando: "Ronaldo non deve gratitudine a nessuno dato che si è infortunato con l'Inter", e gettando così le migliori basi per una serena trattativa col per nulla emotivo Moratti.
Il Presidente si offende e rinuncia ad incontrare il brasiliano. La pericolosa missione è allora passata in mano all'amministratore delegato Rinaldo Ghelfi. Ghelfi è un personaggio a cui non piace apparire; lo si può dire tranquillamente, dato che lavora all'Inter dal giorno della presa di Sagunto e nessuno sa ancora chi cazzo sia; se mi mostrassero una foto sua e una di mia sorella, ancora faticherei ad individuarlo. Per tutta la durata dell'incontro Massimo Moratti, con tutta la mia solidarietà, è stato chiuso dentro a un armadio per non essere raggiungibile.
Al termine della chiacchierata, Ronaldo rilascia sul suo sito una dichiarazione incomprensibile, tanto trasversale da apparire un po' mafiosa. La perla: "Preferisco questa situazione che dire pubblicamente i motivi che mi fanno pensare al futuro via dall'Inter"; mi ricorda quando una mia ex mi lasciò facendo la misteriosa: all'inizio pensai che soffriva, con gli anni scoprii che era solo una zoccola.
Sul sito R9 si scrive anche "ho confermato il mio punto di vista che è lo stesso che il mio procuratore Alexandre Martins aveva già esposto al presidente Moratti tre mesi fa". Ooops, di burletta in burletta, saltiamo indietro al 15 maggio, quando inter.it spiegava che l'incontro tra il comico manager e il Presidente era "fissato nell'ambito di una serie di rapporti di routine che devono essere tenuti fra calciatori, società e suoi rappresentanti". Inutili i commenti. Sempre in maggio, il 19, e sempre la stessa fonte, il rappresentante porta a porta del Fenomeno volle essere chiarissimo: "E nel caso ci fosse qualsiasi notizia relativa a possibili variazioni di contratto di Ronaldo, che gioca e giocherà nell'Inter, informerei prima di tutto il presidente Massimo Moratti. Subito". L'artificio retorico del 'subito' isolato dal resto della frase è da letteratura.

Inciso.
Tornando per un attimo al fronte, non si hanno più notizie di quattro giocatori interisti: sono ufficialmente scomparsi Ventola, C.Zanetti, Farinos e Michele Serena. Sussurri non confermati darebbero i primi due operati non si sa dove e a non si sa cosa, e lo spagnolo sempre in palestra, coi muscoli ormai tanto definiti da apparire, secondo indiscrezioni, sulla copertina settembrina di Men's Health. Del terzino sinistro non si ha invece nessuna nuova: probabilmente la famiglia ha richiesto il massimo riserbo. Chi li avesse visti o avesse anche informazioni utili, le segnali. Promessa ricompensa. Fine dell'inciso.

Dove Dean Martins non arriva a gestire la situazione Ronaldo, ecco il suo portatore sano di voce (scrivetegli pure le vostre impressioni sul suo operato rodrigo@r9ronaldo.com, legge volentieri) spiegare con chiarezza che "non è una questione di soldi" (tre giorni prima aveva dichiarato che "lo stipendio di Ronaldo è il terzo dell'Inter"). In fondo alla tarantella il vero problema sarebbe Cuper, allenatore non in grazia al numero 9. Tra le proposte del clan brasiliano per la panchina nerazzurra ci sarebbe la colf di Martins.

Insomma, è mercoledì mattina, e i tre moschettieri del nulla, Ronaldo, Martins e Paiva si presentano alla Pinetina, per allenamento il primo, per intrattenimento gli altri due. Di tutta questa vicenda a noi interisti - e forse al Presidente - non resta che l'ennesima disillusione. Un tempo il nostro centravanti guariva i lebbrosi e parlava con gli animali, oggi è un divo con un taglio di capelli che forse si è fatto solo per ricordarsi dove finisce la fronte. Sappiamo però che se Lui restasse saremmo tutti contenti e non ci vergogniamo della nostra ipocrisia, perché noi inguaribili interisti siamo sempre nell'età delle speranze folli, come diceva D'Artagnan, uno che moschettiere lo era davvero.

Ma purtroppo, lo rimproverava Richelieu, solo per gli sciocchi ci sono le folli speranze.

Catone

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