ARCHIVIO CENSURA

MEGLIO UN NUOVO MOGGI CHE UN GALLIANI E I ROMANI


Siamo primi. A volte non sarebbe necessario porsi domande; ma si è fatto più cauto chi, come me, ha visto 'La moglie del soldato', il film in cui il protagonista si innamora di una 'donna', che al primo amplesso lo sorprende con genitali da mezz'ala.

Questa esasperata e diffusa cautela ci bolla, mentre su Juve e Milan si declama sbracatamente per un paio di vittorie da grancassa. Il mese di ottobre non dovrebbe giustificare i madrigali dei giornali: ricordo un bell'Empoli tra i primi in classifica nello stesso periodo, ma anche il Pisa ha saputo impressionare in qualche inizio campionato. Poi a me i rossoneri non convincono con quel centrocampo superoffensivo: Pirlo, Seedorf, Rui Costa e Rivaldo sembrano i Platters, quelli che dopo 'Only You' hanno cantato solo 'Only You'.

D'altronde anche noi sfoderiamo un centrocampo offensivo: trovo infatti offensivo spendere soldi per vederli giocare. Dalmat è un lungo coito interrotto; Di Biagio è confuso sui ruoli: fin quando segna va bene, quando inizierà a parare mi domanderò se non può limitarsi a fare il centrocampista come da contratto; Morfeo ce lo hanno dato gratis, e quando te la danno gratis accetti anche tracce di psoriasi; Almeyda ha il dinamismo della mia R4 in tangenziale il venerdì; Conceicao è la penombra dell'ombra di se stesso. Bisogna avere fiducia: in fondo anche il Manchester prima di Beckham, dava la maglia numero 7 ad Andrei Kanchelskis, uno che giocò anche in Italia, dove viene ricordato solo per un fallo subito. Per curiosità, lo subì da Taribo West, uno che giocò anche in Italia dove (calcisticamente) viene ricordato solo per un fallo fatto. Qualcuno disse che un giorno tutti avremmo avuto cinque minuti di gloria: i due hanno invece dovuto spartirsi gli stessi sessanta secondi. Spero di accaparrarmi i loro nove minuti giacenti.

Il male storico dell'Inter continua però ad essere la fascia sinistra, dove Coco gioca pur infortunato. Ma allora perché schierarlo? E' come affittare una videocassetta hard col disclaimer: "In questo film pornografico non ci saranno rapporti sessuali a causa del malessere dei protagonisti. Almeno voi, veniteci incontro". A sostituirlo c'è il giovane Pasquale, che fa migliore mostra di quanto atteso, ma non abbastanza per permettersi la dichiarazione: "Esordire in Champions e in campionato è un sogno". Con rispetto scrivendo, Pasquale che esordisce in Champions e in campionato, nel mio piccolo mondo antico, è ancora un incubo.

Il punteggio pieno comunque non inganna. Mille le voci per gennaio: Solari, Cafù, Perrotta per rimpolpare il centrocampo di cateteri, ma anche il brasiliano del Barcellona Rochemback, che gioca poco e discute con Van Gaal. Se aggiungiamo poi l'acquisto probabile di Ronaldinho a giugno, i pianti di Zenden, le perplessità di Puyol, la cantilena Kily Gonzales, etcetc ecco che la messe di giocatori prostituibili potrebbe incrociare la tradizionale sgangherata programmazione interista: per il 2003/04 potrebbero essere cambiati quattro titolari e ancora non è iniziata la Coppa Italia 2002/03.

A dirla tutta, se la nostra dirigenza ha preso seriamente l'impegno di far ridere il mondo, le altre non danno sfoggio di allure societario. A partire dalle romane, con Sensi che indebolisce la Roma e rutta contro Capello; un po' meglio di Cragnotti, che teorizza di Borsa mentre impegna l'orologio del nonno. Su tutti, Galliani che per l'intera estate ha pontificato su improbabili interventi statali in aiuto del carrozzone calcistico, per poi spaccare il maialino del figlio capellone alla ricerca di pfenny che ingrossassero l'offerta a Nesta. Solo i bianconeri continuano un progetto riconoscibile e Moggi in agosto ha fatto quello che aveva annunciato: novità assoluta da quando è in affari.

E sabato li incontriamo. Ai nostri acciaccati occhi interisti Inter-Juventus non è più una partita di calcio, e non importa quale fuoriclasse manchi o quale ruolo sia scoperto. Proprio come durante la battaglia di Waterloo, quando il Maggiore Kempt, per rinsaldare la dissanguata ala dell'esercito inglese, chiese rinforzi a Wellington. Il Duca gli rispose: "Non ce ne sono. Si faccia uccidere". Wellington vinse.

Catone

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