ARCHIVIO CENSURA

NOVITA' DI FRONTE A UN'OCCIDENTALE


Battuta la Roma in casa, testa del campionato, superato il Valencia in Spagna dove nessuno vinceva da anni, semifinale di Coppa, il Milan a 15 punti. Mi sento come da piccolo, quando andavo a letto convinto di essere Superman.

Per riportare tutti noi ad un'allegria più contenuta e scaramantica, orienterò la Censura a discorsi pur festosi ma sereni, che sappiano stemperare quel sorriso ebete che ciascuno di voi ha sul volto in paresi da qualche giorno. Tratterò dunque del piacevole tema degli annunci mortuari.

Sfogliavo ieri il Corriere della Sera del 1 settembre 1941. Nonostante articoli di discreto richiamo, come quello sullo scoppio della II guerra mondiale, ho avidamente divorato i necrologi dell'epoca. Il format degli annunci mortuari non ha subito alcuna variazione col tempo: il classico "La famiglia X annuncia l'improvvisa scomparsa del suo caro Y" era ritenuto efficace allora, e lo è ancora oggi. Nei momenti di dolore si cercano punti fermi. E' così anche con Vratislav Gresko, l'uomo che partecipò struccato al video "Thriller" di Michael Jackson, impersonando lo zombie che inciampava.
A Lecce il terzino ha fatto la sua onesta parte, procurando un rigore al suo avversario. A Valencia ci ha riprovato. Contro la Roma, Cuper gli ha preferito un lungodegente.
Se in Inghilterra, il giorno della morte di Maria la Sanguinaria è stato festeggiato per due secoli come festa nazionale, a Milano la cessione di Gresko sarà onorata con lo stesso entusiasmo. Le analogie tra l'emotiva regina e il nostro difensore potrebbero fermarsi qui: d'altronde lei era figlia di Enrico VIII, mentre Vratislav denuncia natali ben più modesti (specie a giudicare dagli ampi stralci di biografia materna che allo stadio gli vengono dedicati). A coronamento di una vita passata a dar fiato alla sua volubile inquietudine, la Tudor guadagnò l'immortalità grazie ad un gustoso long drink: il "Bloody Mary". Auguriamo al terzino la stessa fortuna: saremo infatti lieti di sorseggiare un "Gresko Sour", ben shakerato e senza scorza. Basta che se ne vada. A rincuorarci ulteriormente è tornato Ronaldo. Poco dopo aver abbracciato il figlio (che frattanto domandava sconcertato: "Mamma, chi è questo?") è tornato ad Appiano, dove ad attenderlo c'era la nuova struttura Angelo Moratti creata nel 1984, poco prima della sua partenza per Rio.

Per diverso tempo i suoi unici contatti con i tifosi nerazzurri sono passati dalle camuffate dichiarazioni del suo sito, da cui faceva balenare alcuni importanti concetti quali: "Speriamo che Adriano ci faccia un piacere segnando alla Juventus", oppure "Hey Albertini, vorrai mica vincere il derby?". Dopo un mese e mezzo di silenzi - il Carnevale ("ma ci sono rimasto solo per un'ora" si è giustificato durante un intervista all'inaugurazione della discoteca 'Paloma' di Bahia), la preparazione mirata ai mondiali e i tornei di futvollei per lo sponsor - la sua prima dichiarazione è stata: "Per alcune cose ci sono rimasto male". Probabilmente è dissociato dalla realtà, oppure in Brasile ha avuto qualche giorno di pioggia e questo non gli è proprio andato giù. Tutto sarà presto dimenticato: Ronaldo è come un'amante troppo bella. Così bella che è tornata in Brasile ancora qualche giorno.

Il campionato per una volta è aperto anche a noi: impreparati culturalmente a questa prospettiva, si sono diffuse, di questi tempi, teorie agghiaccianti per le quali avremmo dovuto tifare Juventus in Champions League. Questa tesi è innanzitutto antistorica, dato che siamo ufficialmente europei e questo fa cadere l'ultima tendina del pudore: non può che farci piacere se una squadra europea si aggiudica la Champions League. In secondo luogo, non bisogna mai scendere a patti con le forze del male. Comunque andrà questo campionato, bisogna tenere la fermezza dei nostri principi.

E intanto attendiamo, come il Nunzio Orsenigo che nel settembre '41, a fronte del rischio di morire, disse: "Se proprio mi dovete decapitare, è comunque meglio fra tre mesi che oggi".

Catone

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