ARCHIVIO CENSURA

NATALE 2004


A Natale siamo tutti più buoni, ma più buono di così io non posso essere.

Sono così buono che allo stadio nessuno mi perquisisce da 20 anni: 30 partite a stagione senza un’innocente palpata di celerino. La cosa assume anche termini offensivi: che c’ho, la faccia da babbazzo?

E' un orgoglio aver conservato un look tanto mansueto: pochi lo hanno fatto da abbonati a una gestione nerazzurra ispirata ai più inquieti Stati del mondo, di quelli con le giunte militari e Chuck Norris in mimetica che sventa rapimenti di sfitinzie. I tanti tour sulla nostra panchina hanno precedenti solo in Centro Africa, nei pochi posti in cui si è assistito con orrore a una decina di rivoluzioni al governo in 9 anni (parentesi del pentapartito esclusa). Sono nazioni tormentate in cui sciami di mosche coprono i bambini pancioni che muoiono di fame tutti i giorni, e ci disturbano mentre angosciati infuochiamo candeline IKEA in solidarietà ad ostaggi rapiti in zone di guerriglia fondamentalista che frequentano da volontari.

La figura di Mancini non contribuisce a spazzare il ricordo di un Bokassa: da lui ci si attende stabilità, è gradito a chi conta e ama le raffinatezze. Escluderei l’ipotesi che si macchi di cannibalismo, per quanto il misterioso acquisto di Lampros Choutos apra inquietanti e clamorosi scenari.

Oggi all’Inter sopra all’allenatore ci sono dirigenti senza portafoglio e un presidente apparentemente senza poteri, come un insediato dalla Cia in uno stato dell’America Latina. Solo tra i lanciatori di bolas si ritrovano situazioni analoghe alla nostra presidenza “ad Inter” (ricalca l’ad interim, ma lo stipendio è più alto). Schierato alla Batista, Giacinto è in potenza il più incendiario e ammirevole gestore della nostra storia: no a Galliani, si a continuità tecnica con Zaccheroni, maleparole con la Juventus; ma appena la standing ovation è matura, ecco la parola d’ordine del capo che tutto può: “Vedremo”.

Il ruolo di Moratti è mirabilmente celato sotto l’identità segreta di ‘azionista di maggioranza’, definizione che di per sé non fornisce alcuna indicazione operativa: perché non aggiungere altri dettagli tipo ER: “Uomo, razza bianca, età 60 anni, forte emorragia di allenatori in corso”.

Il calcio è tutto così: parlo di Inter perché è la mia squadra e mi spiace che non sia la più seria o la più credibile. Da anni questo sport fa del suo meglio per screditarsi, è diventato un gioco che si vende tutto senza fare un soldo vero, fingendo di trovare grandi finanziamenti da sponsor che dirigono e comandano in cambio di fondi insufficienti a pagare unghie degli stipendi malamente elargiti. Società incravattate da Armani e quotate in Borsa ma così povere da essere disposte a giocare in contemporanea con la Messa di mezzanotte e a ridursi come l’Honduras ceduto alle aziende americane nell’alba della “Repubblica delle Banane“.

Il grande business non ha cambiato la mia passione: mi piacciono i gol, esulto per le “sgroppate sulla fascia” e pietisco autografi al baciamaglie goleador di turno, ma per quanto stordito io sia dalla mia fede calcistica, non mi hanno ancora così rincoglionito da non capire quanto inutili siano le televendite pomeridiane di caffettiere griffate o le ‘convocazioni dell’uccello’, iniziative che danno valore ai bilanci come Arbre Magique su macchine accartocciate.

A breve tra un bovino e un equino del mio Presepe nascerà il Bambin Gesù, e il tempo per i cattivi pensieri è rimandato al rutto post-cappone. Se non sapessi che quel bastardo di Babbo Natale esiste ma si tiene i nostri regali condannandoci alle resse della Rinascente, gli chiederei in dono tranquillità. Tranquillità per noi tifosi tutti, per l’Inter, per Moratti, e se gli avanza del tempo anche la pace del mondo (in rigoroso ordine). Perché io questa volta non sono pronto ad assistere al fallimento della gestione Mancini. Se licenziano pure lui, della mia bontà resteranno solo ricordi: parto e la faccio finita in modo spettacolare andando in mutande nella Casbah di Falluja e gridando: “Brutti bastardi. Mi chiamo Abramo Israel Levi di Sion, ve le scopo tutte, sono della Cia e sono qui per farvi il culo”.

La gente mi chiamerà eroe.

Buon Natale.

Catone

Rem tene, verba sequentur

 
I Bellissimi di I.org salutano


Marcojack

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Mai Stati in B, e voi?

Inter abbiamo un problema, o no?<