ARCHIVIO CENSURA

5 MAGGIO, NOI FUMMO


Mondiali alle porte, ma il mercato corre. Vieri per Shevchenko, Ronaldo al Madrid per Makelele, Seedorf al Milan per Serginho. Perché non Cristiano Zanetti per un gibbone delle piane andine, o Ivan Cordoba per l'originale del numero 7 di Martyn Mistere.

Il caso Ronaldo appare il più spinoso: i suoi procuratori giocano al poliziotto buono e a quello cattivo; uno sbraca, l'altro concilia. Nella sostanza vogliono più soldi, anche se i 600 minuti del brasiliano e lo scudetto perduto avrebbero consigliato una certa decenza nelle pretese. L'aria è quantomeno strana. In Spagna, per Catalunya-Brasile, il clima attorno a R9 è stato sospetto: sarà stato che una partita in cui la gente va per divertirsi non è una partita, sarà stato che nel minuto di silenzio hanno suonato "Quella sera laggiù nella valle" per commemorare Kubala, sarà stata l'ovazione al Fenomeno, saranno state le foto dei giornali sportivi che lo raffiguravano con la maglia del Real, sarà stato il gazpacho avariato di cui mi ero abboffato, ma la sensazione è che un buon mondiale non rafforzerebbe le speranze di tenerlo con noi. Nel frattempo, il TG5 titola su Inter e Milan intenti a congegnare la trattativa del secolo: Shevchenko per Vieri. La successiva mossa dei due club sarebbe quella di scambiarsi i cordless Telecom Sirio delle due sedi. E se io scambiassi la mia ragazza con quella di Recoba, più eventuale indennizzo?
L'unica cosa certa è che la fiducia di Cuper in Seedorf vacilla: seguendo le voci di mercato, negli ultimi giorni l'olandese sarebbe stato scambiato con oltre cento esseri di razza ominide, a stazione eretta. Persino una casalinga dell'Ontario sarebbe in odore di maglia nerazzurra.

Conosciute le trattative principe, appare in noi un'ombra di stupore: il buon senso avrebbe suggerito timidi dubbi riguardo alla necessità di coprire la modesta lacuna sulla nostra fascia sinistra, laddove abbiamo schierato per quasi una stagione intera Vratislav Gresko. Tanto sarebbe valso inserire Orazio il partner di Clarabella, Mork di Mork e Mindy, uno spinone, un levriero, Alice la bambola truccabile, o comunque un qualsiasi semovibile, anche anfibio. Eppure, dopo un timido approccio per il pupazzo orecchione di Bim Bum Bam, quel Uan probabilmente ambidestro, la società è corsa a tuffarsi in manovre di grande spessore quali l'acquisto di Nesta, la locazione di Adriano, il baratto di Okan, la permuta di Ventola e le offertissime su Seedorf, promesso con garanzia di tre anni e ritiro dell'usato. Sul nostro terzino è invece sceso un inquietante silenzio. Nessuno lo vuole, né le agenzie di lavoro interinale, né gli abbietti raccoglitori di pomodori campani, né gli spietati padroncini dei laterizi bergamaschi.

Ma certo tutto non può gravare sulle spalle dell'inetto schierato a protezione del risultato altrui. Anche Cuper ha le sue responsabilità per aver scientificamente rinunciato al campionato. Nell'ultima parte di stagione si fa creativo. Tra le più curiose: spolverato Conceiçao, insistito su Kallon centrocampista, inchiodato Gresko alla maglia titolare, lanciato Ferraro (ma visto Gresko, avremmo preferito il coraggioso esordio di Scattone). E perdiamo ancora, come da nostro Karma. Il numero di punti fatti aggiunge curiosità alla beffa: 69. Di qui innanzi, quando una ragazza ci suggerirà una 69, l'intenderemo come un franco approccio all'attività sodomita.

Restiamo così abbracciati ai pochi trofei vinti dall'invenzione del caffè a cialda in poi. Trofei tra cui spicca quello prestigioso maturato contro il Casino Salisburgo, una cavalcata appassionante per cui ogni tanto ho ancora l'impulso di strimpellare festoso il mio clacson.

Il 5 maggio "ei si nomò". In fondo è quello che ha fatto anche l'Inter. Ma a noi, fortissimi a star nella polvere, mancano ancora le passeggiate sull'altare.

Catone

Rem tene, verba sequentur

 
I Bellissimi di I.org salutano


Carlo

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Mai Stati in B, e voi?

Inter abbiamo un problema, o no?<